Un sito che esiste e un sito che vende non sono la stessa cosa. Capita spesso
di vedere aziende con un sito curato, aggiornato, perfino bello — e con la
casella dei contatti vuota. Quando succede, quasi sempre la causa è una di
queste quattro. Sono in ordine: la prima è anche la più frequente.
1. Non si capisce cosa fai
Chi arriva sul tuo sito ti concede pochi secondi per capire di cosa ti occupi
e se fa al caso suo. Se la prima schermata dice «Benvenuti nel nostro sito» o
«Innovazione e qualità dal 1998», quei secondi sono sprecati: sono frasi che
potrebbero stare sul sito di chiunque.
La prova da fare è semplice: fai leggere la tua home a qualcuno che non ti
conosce e chiedigli, dopo cinque secondi, che lavoro fai e per chi. Se esita,
il problema è lì e non serve toccare altro finché non è risolto.
2. Chiedere è troppo faticoso
Il modulo con dieci campi obbligatori, il numero di telefono scritto solo nel
footer, il pulsante «Contattaci» che compare una volta sola in fondo alla
pagina: ogni piccolo attrito costa richieste. Chi è interessato deve poterti
scrivere dal punto esatto in cui gli è venuta voglia di farlo, non dopo aver
cercato dove.
Vale anche per cosa chiedi: nome ed e-mail bastano quasi sempre. Il resto lo
domandi rispondendo.
3. Non arriva nessuno, o arriva la persona sbagliata
Un sito senza visitatori non può portare richieste, per quanto sia fatto
bene. Ma il caso più insidioso è l’altro: le visite ci sono e non convertono
mai. Di solito significa che stai intercettando ricerche informative — gente
che vuole sapere una cosa — invece che ricerche di chi sta cercando un
fornitore.
La differenza la vedi dai dati: se le pagine più viste sono articoli del blog
e le pagine dei servizi non le apre nessuno, il traffico c’è ma non è quello che
compra.
4. Il sito è lento
La lentezza non si nota quando il sito è tuo: il browser lo tiene in memoria e
a te sembra istantaneo. Chi ci arriva dal telefono, in mobilità, vede un’altra
cosa. È il difetto che si sottovaluta più spesso perché è invisibile a chi
possiede il sito, e si misura in pochi minuti con qualunque strumento pubblico
di analisi delle prestazioni.
Da dove partire
Nell’ordine in cui li abbiamo elencati. Chiarire cosa fai non costa niente e
si fa in un pomeriggio; rendere facile il contatto è quasi altrettanto rapido.
Traffico e prestazioni vengono dopo, perché portare più persone su un sito che
non spiega cosa fa significa solo pagare per far scappare più gente.
Noi lavoriamo così da sempre: prima si toglie ciò che non funziona, poi si
aggiunge. Se vuoi capire quale dei quattro punti riguarda il tuo sito,
scrivici: lo guardiamo e ti diciamo
cosa cambieremmo, senza impegno. Rispondiamo entro 24 ore.

